Croazia nel cuore – Il mio viaggio tra Istria, Dalmazia e memoria

Pubblicato il 26 luglio 2026 alle ore 12:41

Guida di viaggio, itinerario ed esperienze di Miss Luce Experience

Di Elisa Chiarandini – Miss Luce Experience

 

Introduzione

Ci sono luoghi che si visitano una volta nella vita e altri che, invece, diventano una seconda casa. Per me la Croazia appartiene a questa seconda categoria.

Da quando ero bambina, insieme ai miei genitori, ho trascorso numerose estati lungo la costa istriana, scoprendo città storiche, piccoli borghi marinari, campeggi immersi nella natura e un mare che ancora oggi considero tra i più belli d’Europa.

Con il passare degli anni quel legame è cresciuto sempre di più. Ogni viaggio mi ha permesso di conoscere una parte diversa di questo Paese: non soltanto attraverso i suoi monumenti, il mare cristallino e la sua eccellente gastronomia, ma soprattutto grazie alle persone incontrate lungo il cammino.

Questo non vuole essere soltanto un diario di viaggio.

È il racconto di una terra che ha saputo insegnarmi quanto la storia possa essere presente nella vita quotidiana, quanto il vino racconti un territorio e quanto i ricordi delle persone possano diventare patrimonio di tutti.

 

Perché la Croazia occupa un posto speciale nel mio cuore

Le mie vacanze sono iniziate quando ero ancora molto piccola.

Ogni estate partivamo dal Friuli Venezia Giulia per raggiungere l’Istria, una terra così vicina geograficamente e allo stesso tempo ricca di culture, lingue e tradizioni diverse.

Negli anni abbiamo soggiornato in alcune strutture che ancora oggi ricordo con affetto:

il Lanterna Camp, vicino a Parenzo;

l’Aminess Sirena, dove abbiamo trascorso splendide vacanze in bungalow;

il Camping Kanegra, vicino a Umago, immerso nella natura.

Ogni campeggio è diventato una piccola casa estiva.

Lì sono nate amicizie che durano ancora oggi.

 

Gli amici che hanno reso speciali le nostre vacanze

Tra le persone che hanno lasciato un ricordo più bello nella mia vita ci sono Fabrizio, Marisa e la loro figlia Giulia, una famiglia di Udine.

Fabrizio è un caro amico d’infanzia di mio papà.

Con il passare degli anni il loro rapporto è diventato una bellissima amicizia anche per tutta la nostra famiglia.

Avevano una grande passione per il mare e possedevano una barca.

Ogni volta che arrivavano al campeggio ci proponevano una nuova escursione.

Partivamo direttamente dal Lanterna Camp e iniziava una giornata alla scoperta della costa istriana.

Navigando lungo il mare abbiamo raggiunto località come Orsera, Rovigno, Parenzo e numerose baie raggiungibili soltanto via mare.

Ricordo ancora l’emozione di vedere comparire i campanili dei piccoli borghi mentre la barca si avvicinava lentamente al porto.

Sono immagini che ancora oggi porto nel cuore.

 

La Croazia raccontata attraverso le persone

Con il tempo ho capito che la Croazia non è soltanto una splendida destinazione turistica.

È una terra che custodisce una storia complessa, fatta di incontri tra popoli, commerci, dominazioni e vicende che hanno segnato profondamente milioni di persone.

Molto di ciò che conosco oggi deriva anche dai racconti ascoltati durante la mia infanzia.

Uno di questi appartiene a Mario, il papà di Claudia e testimone di nozze dei miei genitori.

Mario era nato a Pola quando la città apparteneva all’Italia. Dopo la Seconda guerra mondiale, con il passaggio dell’Istria alla Jugoslavia, lui e moltissime altre famiglie dovettero lasciare la propria terra nell’ambito del grande esodo giuliano-dalmata.

Ogni volta che parlava di Pola lo faceva con grande emozione.

Ricordava le vie della sua città, il porto, il mare e la vita di un tempo.

Diceva sempre di sentirsi italiano e raccontava quanto fosse stato doloroso lasciare la propria casa.

Quando, molti anni dopo, visitammo Pola insieme ai miei genitori, non fu soltanto una vacanza.

Fu anche un modo per rendere omaggio alla terra di Mario e ricordare una pagina importante della storia del Novecento.

Anche Ugo e Gemma, conosciuti durante le vacanze estive, erano esuli istriani.

Attraverso i loro racconti ho imparato che dietro ogni città dell’Istria esiste una storia fatta di famiglie, tradizioni e identità che meritano di essere conosciute e rispettate.

Per questo motivo, durante tutto questo viaggio, racconterò non soltanto monumenti e paesaggi, ma anche la memoria delle persone che hanno vissuto questi territori.

 

L’Istria: una terra sospesa tra Italia, Slovenia e Croazia

L’Istria è la più grande penisola dell’Adriatico.

Nel corso dei secoli è stata abitata dagli Illiri, conquistata dai Romani, governata dalla Repubblica di Venezia, dall’Impero Austriaco, dall’Italia e successivamente dalla Jugoslavia, fino alla nascita della Croazia e della Slovenia moderne.

Questa straordinaria successione di culture ha lasciato un patrimonio unico.

Passeggiando tra le città istriane è normale trovare:

campanili in stile veneziano;

palazzi costruiti durante la Serenissima;

iscrizioni italiane;

influenze austro-ungariche;

tradizioni croate ancora vive.

È proprio questa ricchezza culturale a rendere l’Istria una delle regioni più affascinanti d’Europa.

 

Cosa troverete in questa guida

Nelle prossime parti vi accompagnerò lungo un itinerario costruito sulle mie esperienze personali.

Visiteremo insieme:

Umago;

Cittanova;

Parenzo;

Orsera;

Rovigno;

Pola;

Montona;

la Roxanich Winery;

Lussinpiccolo;

Zara;

le isole raggiungibili in barca;

campeggi che hanno segnato la mia infanzia;

ristoranti, cantine e luoghi panoramici.

Ogni capitolo unirà quattro elementi:

il racconto della mia esperienza personale;

la storia documentata del luogo;

consigli pratici da travel creator;

curiosità enogastronomiche raccontate anche dal punto di vista di un’appassionata di vino.

Il mio obiettivo è accompagnare il lettore in un viaggio autentico, fatto di emozioni, cultura, sapori e memoria.

Perché la Croazia non è soltanto una meta estiva.

Per me è una parte della mia storia.

 

Fonti 

UNESCO – Patrimonio Mondiale: Complesso della Basilica Eufrasiana di Parenzo e altri siti dell’Adriatico.

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata (IRCI): https://www.irci.it

FederEsuli – Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati: https://www.federesuli.org

Treccani – “Istria” e “Esodo giuliano-dalmata”: https://www.treccani.it

Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia: https://min-kulture.gov.hr

 

Parte 2 – Umago e il Camping Kanegra: dove è iniziato il mio amore per la Croazia

 

Benvenuti a Umago

Ogni viaggio ha un luogo dove tutto ha inizio.

Per me quel luogo è Umago (Umag), la città più occidentale della Croazia, situata a pochi chilometri dal confine sloveno. È qui che, insieme ai miei genitori, ho iniziato a conoscere la costa istriana, il mare Adriatico e una cultura che negli anni è diventata parte della mia vita.

Tra le tante vacanze trascorse in Croazia, ricordo con particolare affetto quella del 2017, quando soggiornammo al Camping Kanegra, immerso nella natura, in un bungalow affacciato sul mare. Fu un’esperienza semplice, autentica e ricca di momenti che ancora oggi porto nel cuore.

 

La nostra esperienza al Camping Kanegra

Il Camping Kanegra si trova in una posizione privilegiata, immerso in una pineta e affacciato sulla splendida Baia di Pirano. I bungalow, circondati dal verde, permettono di vivere una vacanza a stretto contatto con la natura.

Le nostre giornate iniziavano presto, con il profumo del mare e il rumore delle onde. Dopo la colazione partivamo alla scoperta delle spiagge, dei sentieri costieri e del centro storico di Umago.

Ci piaceva alternare momenti di relax alle escursioni nei borghi vicini, assaporando la cucina istriana e osservando il tramonto sul mare.

Il Kanegra è rimasto per me uno dei campeggi più belli visitati in Croazia, grazie alla tranquillità, alla natura e all’atmosfera familiare.

 

La storia di Umago

Le origini di Umago risalgono all’epoca romana. Grazie alla sua posizione strategica sull’Adriatico, la città divenne un importante punto di approdo per commercianti e navigatori.

Secondo la tradizione, alcune famiglie patrizie romane costruirono qui le loro ville estive, attratte dal clima mite e dalla fertilità del territorio.

Durante il Medioevo Umago passò sotto il controllo del Patriarcato di Aquileia e successivamente della Repubblica di Venezia, che governò la città per oltre cinque secoli. Ancora oggi il centro storico conserva numerose testimonianze di quel periodo: mura, case in pietra e palazzi con elementi architettonici veneziani.

Dopo la caduta della Serenissima, Umago entrò a far parte dell’Impero Austriaco, quindi del Regno d’Italia tra le due guerre mondiali, della Jugoslavia dopo il secondo conflitto mondiale e, dal 1991, della Repubblica di Croazia.

Questa successione di dominazioni ha creato un patrimonio culturale unico, dove convivono influenze italiane, croate e mitteleuropee.

 

Passeggiando nel centro storico

Uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente è il centro storico di Umago.

Passeggiando tra le strette vie lastricate si incontrano antiche abitazioni in pietra, piccoli ristoranti, negozi di artigianato e piazze che conservano il fascino della Serenissima.

Tra i monumenti più importanti troviamo:

la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Pellegrino, patrono della città;

il Museo Civico di Umago, ospitato nell’antico palazzo vescovile;

i resti delle mura medievali e delle torri difensive;

il porto storico, cuore della vita cittadina.

Ogni angolo racconta una storia e invita a rallentare il passo.

 

Il mare dell’Istria

Il mare di Umago è uno dei motivi per cui torno sempre volentieri in Croazia.

Le acque sono limpide, con sfumature che vanno dal turchese al blu intenso. La costa alterna spiagge di ciottoli, piattaforme naturali e piccole baie immerse nella vegetazione mediterranea.

Per chi ama fare snorkeling o semplicemente rilassarsi in riva al mare, questa zona rappresenta una meta ideale.

 

Lo sport e l’ATP Croatia Open

Umago è conosciuta anche a livello internazionale per ospitare l’ATP Croatia Open, uno dei tornei di tennis più importanti dell’Europa sud-orientale.

Ogni estate la città accoglie atleti e appassionati provenienti da tutto il mondo, contribuendo alla sua vivace atmosfera.

 

I sapori di Umago

Da appassionata di enologia, non posso non parlare della gastronomia locale.

L’entroterra di Umago produce alcuni dei migliori vini dell’Istria, in particolare:

Malvasia Istriana, fresca, elegante e minerale;

Terrano (Teran), rosso intenso e ricco di personalità.

Accanto al vino meritano di essere assaggiati:

prosciutto istriano;

olio extravergine d’oliva;

tartufo;

pesce fresco dell’Adriatico;

calamari e scampi.

La cucina locale rappresenta perfettamente l’incontro tra tradizione mediterranea e cultura istriana.

 

Consigli da Miss Luce Experience

Se visitate Umago vi consiglio di:

passeggiare nel centro storico al tramonto;

dedicare una giornata al Camping Kanegra e alla sua baia;

esplorare la costa a piedi o in bicicletta;

fermarvi in una konoba tradizionale per assaggiare la cucina istriana;

degustare almeno una Malvasia Istriana direttamente in cantina;

utilizzare Umago come punto di partenza per visitare Cittanova, Parenzo, Orsera e Rovigno.

 

Un luogo che mi ha fatto innamorare della Croazia

Quando ripenso alle vacanze della mia infanzia e adolescenza, Umago occupa un posto speciale.

È qui che ho imparato ad amare il mare Adriatico, la cultura istriana e la semplicità delle vacanze in campeggio con la mia famiglia.

Ogni volta che torno, ritrovo gli stessi profumi, gli stessi colori e quella sensazione di serenità che solo alcuni luoghi riescono a trasmettere.

Per me Umago non è soltanto una destinazione turistica.

È il luogo dove è nato il mio legame con la Croazia.

 

Fonti

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Umago: https://www.coloursofistria.com

Comune di Umago: https://www.umag.hr

Museo Civico di Umago: https://www.museum-umag.hr

ATP Croatia Open Umag: https://www..hr

Treccani – Istria: https://www.treccani.it

 

Parte 3 – Cittanova (Novigrad): il piccolo gioiello dell’Istria tra storia, mare e tradizioni

 

Cittanova: una città che conquista con la sua autenticità

Dopo aver scoperto Umago, il nostro viaggio prosegue verso Cittanova (Novigrad), una delle città che più mi ha colpita durante le vacanze in Croazia con i miei genitori.

La distanza da Umago è di circa 15 chilometri e il tragitto lungo la costa offre panorami meravigliosi sul mare Adriatico.

Per Miss Luce Experience, Cittanova rappresenta una delle località più eleganti e autentiche dell’Istria. È una città che consiglio a chi desidera vivere la Croazia con ritmi lenti, passeggiando tra antiche mura, piccoli porti e ristoranti dove il pesce fresco è il protagonista.

 

La nostra esperienza

Durante le vacanze trascorse in Istria, io e i miei genitori abbiamo visitato più volte Cittanova.

Ogni volta era una scoperta diversa.

Ricordo le passeggiate sul lungomare, il porto pieno di barche da pesca e diportisti, le gelaterie affacciate sul mare e i vicoli del centro storico, dove si respirava un’atmosfera tranquilla e accogliente.

Ci piaceva fermarci nei locali del centro per assaporare la cucina istriana e osservare il tramonto sull’Adriatico. Cittanova è una città che invita a rallentare e a godersi ogni momento.

 

Le origini di Cittanova

Le origini della città risalgono all’epoca romana, quando l’area era già abitata grazie alla posizione favorevole sul mare.

Il nome latino Neapolis (“città nuova”) testimonia la sua importanza fin dall’antichità.

Nel Medioevo Cittanova divenne sede vescovile e un importante centro religioso e commerciale.

Dal XIII secolo entrò nell’orbita della Repubblica di Venezia, che ne rafforzò le mura e contribuì allo sviluppo del porto. Ancora oggi il centro storico conserva un impianto urbanistico di origine medievale e numerosi edifici che richiamano l’architettura veneziana.

Successivamente la città fece parte dell’Impero Asburgico, del Regno d’Italia, della Jugoslavia e, dal 1991, della Repubblica di Croazia.

 

Le mura medievali

Uno degli elementi più caratteristici di Cittanova sono le sue mura medievali, tra le meglio conservate dell’Istria.

Passeggiando lungo il perimetro delle fortificazioni si comprende l’importanza strategica che la città ebbe nei secoli passati.

Le mura proteggevano il centro abitato dagli attacchi provenienti dal mare e ancora oggi rappresentano uno dei simboli della città.

 

La Chiesa dei Santi Pelagio e Massimo

Nel cuore del centro storico si trova la Chiesa dei Santi Pelagio e Massimo, dedicata ai patroni della città.

Accanto alla basilica si erge il campanile, uno dei punti di riferimento del panorama urbano.

All’interno sono conservate opere d’arte e testimonianze della lunga storia religiosa di Cittanova.

 

Il Lapidarium Museum

Tra le attrazioni culturali più importanti spicca il Museo Lapidarium, considerato uno dei musei archeologici più interessanti della Croazia.

Espone reperti romani, altomedievali e paleocristiani provenienti dall’area di Cittanova, permettendo ai visitatori di ripercorrere la storia del territorio attraverso oltre mille anni di testimonianze.

 

Il porto e la vita sul mare

Il porto di Cittanova è uno dei luoghi che ricordo con maggiore affetto.

Qui convivono pescherecci tradizionali, barche a vela e yacht moderni, creando un’atmosfera vivace ma mai caotica.

Passeggiare lungo il porto al tramonto è una delle esperienze che consiglio maggiormente.

Le luci che si riflettono sull’acqua e il profumo del mare rendono questo luogo particolarmente suggestivo.

 

Sapori autentici dell’Istria

Anche a Cittanova la gastronomia è una protagonista assoluta.

Tra i piatti tipici consiglio:

pesce fresco dell’Adriatico;

calamari alla griglia;

scampi del Quarnaro;

risotto al nero di seppia;

pasta con tartufo istriano;

prosciutto istriano.

Naturalmente il tutto accompagnato da un calice di Malvasia Istriana o di Terrano, due vini che rappresentano perfettamente il territorio.

 

Cittanova vista dal mare

Uno dei modi più belli per ammirare la città è arrivare via mare.

Le mura medievali, il campanile e il porto assumono un fascino particolare osservati dall’Adriatico.

Per chi possiede una barca o partecipa a un’escursione lungo la costa istriana, Cittanova rappresenta una sosta ideale.

 

Consigli da Miss Luce Experience

Se visitate Cittanova vi consiglio di:

passeggiare senza fretta tra i vicoli del centro storico;

visitare il Museo Lapidarium;

percorrere il lungomare fino al porto;

fermarvi in una konoba tradizionale per assaggiare il pesce locale;

degustare una Malvasia Istriana in un’enoteca del centro;

dedicare del tempo ad ammirare il tramonto sul mare.

 

Perché visitare Cittanova

Cittanova non è una città monumentale come altre località dell’Adriatico.

La sua forza sta nell’equilibrio tra storia, mare e qualità della vita.

È una destinazione che invita a vivere lentamente, ad ascoltare il rumore delle onde, a osservare le barche rientrare in porto e a lasciarsi conquistare dall’ospitalità istriana.

Per Miss Luce Experience, rappresenta una tappa immancabile di ogni viaggio in Istria e un luogo capace di trasmettere quella serenità che rende ogni vacanza davvero speciale.

 

Itinerario consigliato

Da Cittanova è facile proseguire verso:

Parenzo, con la Basilica Eufrasiana patrimonio UNESCO;

Lanterna Camp, luogo ricco di ricordi della mia infanzia;

Orsera, raggiungibile anche via mare;

Montona, nell’entroterra, famosa per il tartufo e i grandi vini.

 

Fonti

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Novigrad-Cittanova: https://www.coloursofistria.com

Museo Lapidarium di Novigrad: https://www.muzej-lapidarium.hr

Comune di Novigrad: https://www.novigrad.hr

UNESCO World Heritage Centre – Basilica Eufrasiana di Parenzo (contesto storico regionale): https://whc.unesco.org

Enciclopedia Treccani – Istria: https://www.treccani.it

Parte 4 – Parenzo (Poreč): la città che considero la porta del cuore dell’Istria

 

Parenzo: una città che racconta oltre duemila anni di storia

Se dovessi scegliere una città che rappresenta il mio legame con la Croazia, probabilmente sceglierei Parenzo (Poreč).

Per Miss Luce Experience, Parenzo non è soltanto una delle località più importanti dell’Istria, ma è il luogo che più di ogni altro mi riporta alle vacanze trascorse insieme ai miei genitori.

Qui abbiamo vissuto alcuni dei ricordi più belli della nostra famiglia, tra passeggiate sul lungomare, giornate di mare, escursioni in barca e serate trascorse nel centro storico.

Ogni volta che torno a Parenzo provo la stessa emozione: quella di ritrovare un luogo che, anno dopo anno, è diventato parte della mia storia.

 

Il Lanterna Camp: una seconda casa

Tra i luoghi che hanno segnato maggiormente la mia infanzia c’è senza dubbio il Lanterna Camp, situato sulla penisola di Lanterna, tra Cittanova e Parenzo.

Per molti anni è stato il punto di partenza delle nostre vacanze.

Qui abbiamo conosciuto persone straordinarie che ancora oggi fanno parte dei ricordi più belli della mia famiglia.

Proprio al Lanterna Camp ci raggiungevano spesso Fabrizio, Marisa e la loro figlia Giulia, amici di Udine.

Fabrizio è un caro amico d’infanzia di mio papà e, con il passare degli anni, è diventato un amico di tutta la nostra famiglia.

Possedendo una barca, ci portavano spesso alla scoperta della costa istriana.

Erano giornate meravigliose.

Partivamo dal campeggio e navigavamo verso Orsera, Rovigno e altre splendide località della costa.

Dal mare l’Istria appare ancora più affascinante.

Le città sembrano sorgere direttamente dalle rocce e i campanili diventano il punto di riferimento per chi arriva via mare.

 

La storia di Parenzo

Parenzo è una delle città più antiche dell’Istria.

Le sue origini risalgono all’epoca romana, quando fu fondata con il nome di Parentium.

Ancora oggi il centro storico conserva l’antica struttura urbana romana, con il Decumano e il Cardo Massimo, le due vie principali che attraversavano la città.

Camminare lungo queste strade significa percorrere oltre duemila anni di storia.

Nel Medioevo Parenzo divenne uno dei principali centri religiosi dell’Adriatico grazie alla presenza della sede vescovile.

Dal XIII secolo entrò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che governò la città fino al 1797.

Le influenze veneziane sono ancora oggi evidenti nei palazzi, nelle piazze e nelle eleganti facciate del centro storico.

Successivamente Parenzo fece parte dell’Impero Austro-Ungarico, del Regno d’Italia, della Jugoslavia e infine della Croazia indipendente.

 

La Basilica Eufrasiana: patrimonio dell’umanità

Il simbolo più importante della città è la Basilica Eufrasiana, dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1997.

Costruita nel VI secolo per volontà del vescovo Eufrasio, rappresenta uno dei più importanti esempi di arte paleocristiana dell’intero Mediterraneo.

Entrando nella basilica si rimane colpiti dagli splendidi mosaici bizantini dorati, perfettamente conservati.

Ogni visita permette di comprendere quanto Parenzo sia stata un crocevia tra Oriente e Occidente.

Per chi visita l’Istria, questa è una tappa assolutamente imperdibile.

 

Il Decumano

Passeggiare lungo il Decumano significa immergersi nella storia.

La via principale è animata da negozi, ristoranti, gelaterie, botteghe artigiane e antichi edifici.

Ogni volta che camminavo con i miei genitori lungo questa strada avevo la sensazione di entrare in una città sospesa nel tempo.

È uno di quei luoghi dove vale la pena fermarsi semplicemente ad osservare la vita quotidiana.

 

Il porto di Parenzo

Il porto rappresenta il cuore della città.

Da qui partono numerose escursioni verso le isole dell’Adriatico e verso Venezia.

Per me il porto ha sempre avuto un significato particolare.

Era il punto in cui iniziavano molte delle nostre giornate dedicate al mare.

Le barche che entravano e uscivano dal porto rendevano l’atmosfera ancora più suggestiva.

 

L’enogastronomia di Parenzo

Da appassionata di vino, considero Parenzo uno dei luoghi migliori per conoscere l’enologia istriana.

Nei dintorni della città si trovano numerose cantine che producono:

Malvasia Istriana;

Terrano (Teran);

Moscato Momiano;

Chardonnay;

Merlot.

La cucina locale propone:

pesce fresco dell’Adriatico;

scampi;

calamari;

tartufo istriano;

prosciutto istriano;

olio extravergine d’oliva.

Ogni piatto racconta la storia di un territorio profondamente legato alla terra e al mare.

 

Perché Parenzo è speciale per me

Quando penso a Parenzo non ricordo soltanto una bellissima città.

Ripenso alle vacanze con i miei genitori.

Alle giornate trascorse al Lanterna Camp.

Alle escursioni in barca con Fabrizio, Marisa e Giulia.

Ai tramonti sul mare Adriatico.

Alle passeggiate lungo il Decumano.

Alle cene nei ristoranti del centro storico.

È uno di quei luoghi che continuano a emozionarmi ogni volta che ci torno.

 

I consigli di Miss Luce Experience

Se visitate Parenzo vi consiglio di:

dedicare almeno una giornata intera al centro storico;

visitare con calma la Basilica Eufrasiana;

passeggiare lungo il Decumano;

fermarvi al porto al tramonto;

assaggiare la Malvasia Istriana in una cantina locale;

utilizzare Parenzo come base per visitare Orsera, Rovigno, Montona e l’entroterra istriano;

partecipare a un’escursione in barca per ammirare la costa dal mare, una prospettiva che permette di cogliere tutta la bellezza dell’Istria.

 

Il viaggio continua…

Lasciata Parenzo, il nostro itinerario proseguirà verso uno dei luoghi che porto maggiormente nel cuore: Orsera (Vrsar).

Sarà un capitolo speciale, dedicato alle giornate trascorse in barca con la mia famiglia e con gli amici Fabrizio, Marisa e Giulia, alla scoperta della costa istriana e di uno dei borghi medievali più affascinanti della Croazia.

 

Fonti

UNESCO World Heritage Centre – Episcopal Complex of the Euphrasian Basilica in the Historic Centre of Poreč: https://whc.unesco.org

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Parenzo (Poreč): https://www.myporec.com

Comune di Poreč: https://www.porec.hr

Treccani – Istria: https://www.treccani.it

Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia: https://min-kulture.gov.hr

Parte 5 – Orsera (Vrsar): il mare, l’amicizia e il fascino di uno dei borghi più belli dell’Istria

 

Orsera: dove ogni approdo diventava un ricordo

Ci sono luoghi che rimangono impressi nella memoria non solo per la loro bellezza, ma per le emozioni che regalano.

Per Miss Luce Experience, Orsera (Vrsar) è uno di quei luoghi.

Ogni volta che arrivavo a Orsera non lo facevo in automobile, ma dal mare.

Era questo a renderla ancora più speciale.

Vedere il campanile, le antiche case in pietra e il porto comparire lentamente all’orizzonte era uno spettacolo che mi emozionava ogni volta.

Ancora oggi, ripensando a quelle giornate, sento il rumore delle onde e il profumo del mare Adriatico.

 

Le giornate in barca con Fabrizio, Marisa e Giulia

Uno dei ricordi più belli della mia infanzia riguarda proprio le escursioni in barca.

Durante le vacanze al Lanterna Camp, venivano spesso a trovarci Fabrizio, Marisa e la loro figlia Giulia, una famiglia di Udine.

Fabrizio è un caro amico d’infanzia di mio papà e, con il passare del tempo, è diventato un amico anche della nostra famiglia.

La loro barca rappresentava il mezzo con cui scoprivamo un’Istria diversa, lontana dalle strade e dai percorsi più turistici.

Partivamo la mattina dal campeggio, preparavamo tutto l’occorrente per la giornata e iniziavamo la navigazione lungo la costa.

Ogni uscita era diversa.

Ci fermavamo per fare il bagno nelle calette raggiungibili soltanto via mare, osservavamo le scogliere ricoperte di pini e arrivavamo nei piccoli porti istriani.

Tra tutte le destinazioni, Orsera era una delle mie preferite.

Entrare nel porto con la barca aveva un fascino unico.

 

Le origini di Orsera

Le prime testimonianze della presenza umana nella zona risalgono alla preistoria, ma fu in epoca romana che Orsera iniziò a svilupparsi come porto naturale lungo la costa adriatica.

Grazie alla sua posizione strategica, il borgo divenne un punto di riferimento per il commercio marittimo.

Nel Medioevo passò sotto il controllo dei Vescovi di Parenzo, che amministrarono la città per diversi secoli.

Dal XIII secolo entrò a far parte della Repubblica di Venezia, che lasciò un’impronta ancora oggi evidente nelle mura, nelle case in pietra e nell’assetto urbano.

Con la caduta della Serenissima seguirono le dominazioni austriaca, italiana e jugoslava, fino all’indipendenza della Croazia nel 1991.

Questa storia complessa ha contribuito a creare l’identità multiculturale che ancora oggi caratterizza Orsera.

 

Un borgo costruito sul mare

Il centro storico si sviluppa lungo una collina che domina il porto.

Passeggiando tra le strette vie in pietra si incontrano antiche abitazioni, piazzette silenziose, scorci panoramici e terrazze da cui si ammira uno dei paesaggi più belli dell’Istria.

Dal punto più alto del paese si osserva un panorama straordinario sull’arcipelago di Orsera e sul mare Adriatico.

Ogni strada racconta secoli di storia.

 

Il porto di Orsera

Il porto è il cuore pulsante della città.

Pescherecci, barche a vela e imbarcazioni da diporto convivono in un’atmosfera autentica che conserva ancora oggi la tradizione marinara del borgo.

Per me il porto rappresenta il simbolo stesso di Orsera.

Era il luogo dove terminavano le nostre escursioni in barca e iniziavano le passeggiate tra le vie del centro.

Ancora oggi riesco a ricordare l’emozione dell’arrivo dopo una giornata trascorsa in mare.

 

L’arcipelago di Orsera

Davanti alla città si estende uno degli arcipelaghi più suggestivi dell’Istria.

Le numerose isole, ricoperte dalla macchia mediterranea, proteggono naturalmente il porto e offrono paesaggi di straordinaria bellezza.

Navigare tra questi isolotti è un’esperienza che consiglio a chiunque ami il mare.

Le acque limpide invitano a fermarsi per un bagno o semplicemente ad ammirare la natura.

 

Casanova e Orsera

Un curioso episodio storico lega Orsera al celebre avventuriero veneziano Giacomo Casanova.

Durante uno dei suoi viaggi nel XVIII secolo soggiornò nella cittadina, raccontandone l’atmosfera e la vivacità nei suoi scritti autobiografici.

Ancora oggi questo legame rappresenta una curiosità molto conosciuta dagli abitanti del luogo.

 

I sapori del mare

Come in tutta l’Istria, anche a Orsera la cucina è profondamente legata al mare.

Tra le specialità consiglio:

pesce fresco dell’Adriatico;

calamari;

scampi;

polpo;

cozze;

tartufo istriano;

olio extravergine d’oliva.

Naturalmente non può mancare un calice di Malvasia Istriana, perfetta con i piatti di pesce, oppure un Terrano, ideale con le ricette di terra.

 

I consigli di Miss Luce Experience

Se visitate Orsera vi suggerisco di:

arrivare, se possibile, anche via mare;

passeggiare fino al punto panoramico del centro storico;

fermarvi al porto per osservare il rientro delle barche al tramonto;

esplorare l’arcipelago con un’escursione in barca;

assaggiare la cucina locale in una konoba tradizionale;

dedicare del tempo semplicemente a godervi il silenzio e la bellezza del paesaggio.

 

Orsera: un luogo che parla di amicizia

Quando ripenso a Orsera, il primo pensiero non va ai monumenti.

Va alle persone.

Ai miei genitori.

A Fabrizio, Marisa e Giulia.

Alle giornate trascorse insieme.

Alle risate durante la navigazione.

Ai bagni nelle acque trasparenti dell’Adriatico.

Per questo motivo Orsera non rappresenta soltanto una meta turistica.

È uno dei luoghi che custodiscono alcuni dei ricordi più belli della mia vita.

 

Il viaggio continua…

Dal mare di Orsera il nostro itinerario proseguirà verso Rovigno, considerata da molti la città più romantica dell’Istria, dove storia veneziana, arte, mare e tramonti si fondono in uno dei panorami più iconici dell’Adriatico.

 

Fonti

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Vrsar (Orsera): https://www.infovrsar.com

Comune di Vrsar: https://www.vrsar.hr

Enciclopedia Treccani – Istria: https://www.treccani.it

Encyclopaedia Britannica – Vrsar

UNESCO Venezia e patrimonio veneziano dell’Adriatico (contesto storico): https://whc.unesco.org

 

Parte 6 – Rovigno (Rovinj): la perla dell’Istria tra arte, mare e tramonti indimenticabili

 

Rovigno: la città che incanta al primo sguardo

Se esiste una città capace di rappresentare l’anima più romantica dell’Istria, questa è senza dubbio Rovigno (Rovinj).

Per Miss Luce Experience, Rovigno è una tappa imprescindibile di ogni viaggio in Croazia. È una città che riesce a conquistare chiunque grazie ai suoi colori, alle case affacciate sul mare, alle strette vie acciottolate e all’atmosfera che ricorda la Venezia di un tempo.

Ogni visita è stata un’esperienza diversa, ma con un elemento comune: la meraviglia. Passeggiare tra le sue calli, osservare le barche dei pescatori e raggiungere la sommità della collina dove sorge la Chiesa di Sant’Eufemia significa immergersi in uno dei luoghi più suggestivi dell’Adriatico.

 

La nostra esperienza a Rovigno

Durante le vacanze in Croazia con i miei genitori, Rovigno era una delle mete che non mancavano mai nel nostro itinerario.

Arrivavamo in città per trascorrere la giornata passeggiando nel centro storico, fermandoci nei piccoli negozi di artigianato, sul lungomare e nei ristoranti che proponevano i sapori della tradizione istriana.

Ogni volta rimanevo affascinata dalla luce che, soprattutto nel tardo pomeriggio, si rifletteva sulle facciate color pastello delle case e sulle acque del porto.

Uno dei momenti più belli era salire fino alla Chiesa di Sant’Eufemia e osservare dall’alto il mare Adriatico e l’arcipelago di Rovigno. È un panorama che difficilmente si dimentica.

 

Le origini di Rovigno

Le origini di Rovigno risalgono probabilmente all’epoca romana, anche se alcuni insediamenti precedenti testimoniano la presenza dell’uomo già in età protostorica.

In origine la città era costruita su un’isola separata dalla terraferma. Solo nel XVIII secolo il canale che la divideva dalla costa fu interrato, unendo definitivamente Rovigno alla terraferma.

Dal XIII secolo la città entrò a far parte della Repubblica di Venezia, che la governò per circa cinque secoli.

Il dominio veneziano lasciò un’impronta profonda sull’architettura, sulla lingua, sulle tradizioni marinare e sulla cultura locale.

Dopo il 1797 Rovigno passò all’Impero Austriaco, poi al Regno d’Italia tra le due guerre mondiali, successivamente alla Jugoslavia e infine, dal 1991, alla Repubblica di Croazia.

Questa lunga storia ha reso Rovigno uno dei luoghi più rappresentativi dell’identità multiculturale istriana.

 

La Chiesa di Sant’Eufemia

Il simbolo della città è la Chiesa di Sant’Eufemia, costruita nel XVIII secolo in stile barocco.

Secondo la tradizione, il sarcofago con le reliquie di Sant’Eufemia, giovane martire cristiana del IV secolo, giunse miracolosamente sulle coste di Rovigno nell’anno 800 circa.

Da quel momento la santa divenne la patrona della città.

Il campanile, alto circa 60 metri e ispirato a quello di San Marco a Venezia, domina tutto il centro storico ed è visibile anche dal mare.

Salire fino alla chiesa permette di godere di uno dei panorami più spettacolari dell’Istria.

 

Il centro storico

Il centro storico di Rovigno è un vero museo a cielo aperto.

Le vie sono strette, lastricate in pietra levigata dal tempo, e si intrecciano tra abitazioni colorate, atelier di artisti, gallerie, botteghe e piccoli caffè.

Passeggiando senza una meta precisa si scoprono scorci sempre diversi, archi in pietra, finestre decorate e piazzette che raccontano secoli di storia.

È proprio questa autenticità a rendere Rovigno una delle città più fotografate della Croazia.

 

Il porto e la tradizione marinara

Il porto di Rovigno è il cuore della vita cittadina.

Per secoli la pesca è stata una delle principali attività economiche e ancora oggi le barche dei pescatori convivono con yacht e imbarcazioni turistiche.

Osservare il porto al tramonto è uno dei momenti più emozionanti della visita.

Le case colorate si riflettono sull’acqua creando uno scenario che ha ispirato pittori, fotografi e viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

 

L’Arcipelago di Rovigno

Di fronte alla città si estende un arcipelago composto da quattordici isole e isolotti.

Tra le più conosciute vi sono Santa Caterina e Sant’Andrea (Isola Rossa), mete ideali per escursioni in barca, bagni e passeggiate nella natura.

Per chi ama il mare, esplorare questo arcipelago è uno dei modi migliori per conoscere Rovigno da una prospettiva diversa.

 

Il Parco Forestale di Punta Corrente

A pochi minuti dal centro storico si trova il Parco Forestale di Punta Corrente (Zlatni Rt), una delle aree naturali più belle dell’Istria.

Qui si alternano pini marittimi, sentieri panoramici, spiagge rocciose e acque cristalline.

È il luogo ideale per passeggiare, andare in bicicletta o rilassarsi immersi nella natura.

 

I sapori di Rovigno

La cucina rovignese riflette la tradizione marinara della città.

Tra i piatti più rappresentativi troviamo:

sardine e pesce azzurro dell’Adriatico;

calamari e seppie;

scampi del Quarnaro;

risotto al nero di seppia;

pasta con tartufo istriano;

prosciutto istriano e formaggi locali.

Il tutto è accompagnato da vini come la Malvasia Istriana e il Terrano, che rappresentano l’eccellenza vitivinicola della regione.

 

I consigli di Miss Luce Experience

Se visitate Rovigno vi consiglio di:

raggiungere la Chiesa di Sant’Eufemia nelle prime ore del mattino o al tramonto;

perdervi tra le vie del centro storico senza seguire un itinerario preciso;

fermarvi sul porto per fotografare le case colorate riflesse nel mare;

dedicare qualche ora al Parco di Punta Corrente;

partecipare a un’escursione in barca verso le isole dell’arcipelago;

cenare in una konoba tradizionale assaggiando il pesce fresco e un calice di Malvasia Istriana.

 

Rovigno, una città che resta nel cuore

Ogni viaggio in Croazia mi riporta inevitabilmente a Rovigno.

È una città che riesce a emozionare in ogni stagione e che rappresenta perfettamente l’incontro tra storia veneziana, cultura istriana e bellezza naturale.

Per Miss Luce Experience, Rovigno è una tappa da vivere con calma, senza fretta, lasciandosi guidare dai profumi del mare, dal suono delle campane di Sant’Eufemia e dalla luce che rende questa città una delle più affascinanti dell’Adriatico.

 

Il viaggio continua…

Nella prossima tappa raggiungeremo Pola (Pula), città simbolo dell’Istria romana, dove racconterò la mia esperienza con la mia famiglia all’Arena Camp Site, il ricordo di Mario, originario di Pola e testimone di nozze dei miei genitori, e la storia dell’Anfiteatro romano, uno dei monumenti antichi meglio conservati al mondo.

 

Fonti

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Rovinj-Rovigno: https://www.rovinj-tourism.com

Comune di Rovinj-Rovigno: https://www.rovinj-rovigno.hr

Enciclopedia Treccani – Istria: https://www.treccani.it

Encyclopaedia Britannica – Rovinj

Parco Forestale Zlatni Rt (Punta Corrente) – Ente turistico locale

 

Parte 7 – Pola (Pula): tra l’Arena romana, il Camping Arena Stoja e il ricordo degli esuli istriani

 

Pola: una città che racconta la storia dell’Adriatico

Ci sono città che si visitano per la loro bellezza e altre che lasciano un segno profondo per il loro significato storico e umano.

Per Miss Luce Experience, Pola (Pula) rappresenta entrambe le cose.

Quando io e i miei genitori abbiamo deciso di visitarla, non volevamo soltanto vedere uno dei monumenti romani più importanti d’Europa. Volevamo anche conoscere la terra di una persona che ha fatto parte della nostra vita: Mario, il papà di Claudia e testimone di nozze dei miei genitori.

Mario era nato a Pola quando la città apparteneva all’Italia. Dopo la Seconda guerra mondiale dovette lasciare la sua casa insieme a migliaia di altri istriani durante il difficile periodo dell’esodo giuliano-dalmata.

Ogni volta che raccontava Pola lo faceva con grande emozione. Parlava del porto, dell’Arena, delle vie del centro e del mare, ricordando con nostalgia la città dove era cresciuto.

Visitare Pola è stato anche un modo per rendere omaggio alla sua memoria.

 

Il nostro soggiorno all’Arena Stoja Campsite

Durante questa vacanza abbiamo soggiornato all’Arena Stoja Campsite, immerso nella natura della penisola di Stoja, poco distante dal centro storico.

Il campeggio, affacciato direttamente sull’Adriatico, ci ha regalato alcuni dei ricordi più belli della nostra vacanza.

Ogni mattina iniziava con una passeggiata lungo la costa.

Il profumo dei pini marittimi, il rumore delle onde e il colore trasparente del mare rendevano ogni giornata speciale.

Da qui partivamo per visitare Pola e i suoi monumenti, alternando giornate dedicate alla cultura a momenti di relax nelle calette della penisola.

Ancora oggi quel campeggio rappresenta uno dei luoghi che associo immediatamente alla mia famiglia.

 

Le origini di Pola

Pola è una delle città più antiche dell’intero Adriatico.

Le sue origini risalgono agli antichi Illiri, ma fu durante la dominazione romana che raggiunse il massimo splendore.

Conosciuta come Colonia Pietas Iulia Pola Pollentia Herculanea, divenne uno dei principali centri dell’Impero Romano lungo la costa orientale dell’Adriatico.

La città prosperò grazie al commercio marittimo e alla presenza di un porto naturale tra i più importanti della regione.

Successivamente passò sotto il dominio bizantino, veneziano, asburgico, italiano e jugoslavo, fino a entrare nella Repubblica di Croazia nel 1991.

 

L’Arena di Pola

Il simbolo della città è senza dubbio l’Arena di Pola, uno degli anfiteatri romani meglio conservati al mondo.

Costruita tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., durante il regno dell’imperatore Augusto e ampliata sotto Claudio e Vespasiano, poteva ospitare oltre 20.000 spettatori.

Qui si svolgevano combattimenti tra gladiatori, spettacoli pubblici e grandi manifestazioni.

Passeggiare all’interno dell’Arena significa fare un viaggio indietro di quasi duemila anni.

Per me è stato emozionante immaginare la vita dell’antica città romana e osservare un monumento che ancora oggi domina il panorama di Pola.

 

Il Tempio di Augusto

Nel Foro romano si trova uno degli edifici meglio conservati della città: il Tempio di Augusto, costruito tra il 2 a.C. e il 14 d.C. e dedicato al primo imperatore romano.

Ancora oggi rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’architettura romana in Istria.

 

L’Arco dei Sergi

Passeggiando nel centro storico si incontra anche il celebre Arco dei Sergi, eretto nel I secolo a.C. dalla potente famiglia romana dei Sergi.

È uno dei monumenti più fotografati della città e rappresenta l’ingresso ideale al centro storico.

 

Il Castello Veneziano

Sulla collina che domina Pola si trova il Castello, costruito dai Veneziani nel XVII secolo su progetto dell’ingegnere militare francese Antoine de Ville.

Oggi ospita il Museo Storico e Navale dell’Istria, che racconta la lunga storia della regione attraverso reperti archeologici, documenti e collezioni storiche.

Dal castello si gode uno dei panorami più belli sulla città e sul porto.

 

Pola e la memoria degli esuli istriani

Visitare Pola significa anche confrontarsi con una delle pagine più complesse della storia del Novecento.

Dopo la Seconda guerra mondiale, con il passaggio dell’Istria alla Jugoslavia, molte famiglie italiane lasciarono la propria terra. Questo fenomeno è conosciuto come esodo giuliano-dalmata.

Tra loro c’era anche Mario.

I suoi racconti ci hanno aiutato a comprendere quanto profondo fosse il legame con la città natale e quanto dolorosa fosse stata la partenza.

Anche Ugo e Gemma, conosciuti durante le vacanze in Istria, appartenevano a famiglie che avevano vissuto quell’esperienza.

Ascoltare le loro testimonianze mi ha insegnato che i luoghi non sono fatti soltanto di monumenti, ma anche delle storie delle persone che li hanno abitati.

Ricordare queste vicende significa preservare una memoria storica importante, riconoscendo la complessità degli eventi che hanno interessato il confine orientale italiano.

 

I sapori di Pola

La cucina di Pola riflette la tradizione marinara dell’Istria.

Tra le specialità consiglio:

pesce fresco dell’Adriatico;

scampi;

polpo;

sardine;

calamari;

tartufo istriano;

prosciutto istriano;

olio extravergine d’oliva.

Per gli appassionati di vino è l’occasione ideale per degustare una Malvasia Istriana o un Terrano, simboli dell’enologia regionale.

 

I consigli di Miss Luce Experience

Se visitate Pola vi consiglio di:

dedicare almeno una giornata all’Arena romana;

passeggiare nel Foro e visitare il Tempio di Augusto;

salire al Castello Veneziano per ammirare il panorama;

soggiornare, se amate la natura, all’Arena Stoja Campsite;

esplorare le spiagge e le calette della penisola di Stoja;

dedicare qualche momento anche alla storia dell’esodo giuliano-dalmata, per comprendere meglio il passato di questa terra.

 

Pola, una città che emoziona

Per me Pola rappresenta molto più di una destinazione turistica.

È il luogo dove la grande storia incontra i ricordi della mia famiglia.

Camminare tra i monumenti romani, soggiornare all’Arena Stoja Campsite e ricordare le parole di Mario ha reso questo viaggio particolarmente intenso.

Pola mi ha insegnato che conoscere un territorio significa anche ascoltare le storie di chi lo ha vissuto.

Ed è proprio questo che rende ogni viaggio davvero indimenticabile.

 

Fonti

UNESCO – Patrimonio Mondiale (contesto dei monumenti romani): https://whc.unesco.org

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Pola: https://www.pulainfo.hr

Museo Archeologico dell’Istria: https://ami-pula.hr

Treccani – “Pola” e “Esodo giuliano-dalmata”: https://www.treccani.it

Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata (IRCI): https://www.irci.it  

FederEsuli – Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati: https://www.federesuli.org


Parte 8 – Montona (Motovun) e Roxanich: il cuore medievale dell’Istria tra grandi vini e panorami mozzafiato


Montona: il borgo che domina l’Istria

Dopo aver esplorato la costa istriana, il nostro viaggio si sposta verso l’entroterra.Qui, sopra una collina che domina la valle del fiume Mirna, sorge Montona (Motovun), uno dei borghi medievali più affascinanti della Croazia.Per Miss Luce Experience, questa tappa rappresenta il perfetto incontro tra storia, paesaggio ed enogastronomia.È uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.Le mura medievali, le case in pietra e il panorama sui vigneti regalano un’atmosfera unica.


La mia esperienza a Montona

Visitare Montona è stato diverso rispetto alle città costiere.Qui il protagonista non è il mare, ma la collina.Passeggiando tra le antiche vie del borgo ho avuto la sensazione di entrare in un luogo sospeso tra Medioevo e natura.Ogni scorcio offre una vista spettacolare sulla valle del Mirna, ricoperta da boschi, vigneti e uliveti.Per un’appassionata di vino come me è stato impossibile non rimanere affascinata dal legame tra il paesaggio e la viticoltura.


Le origini di Montona

Le prime testimonianze di insediamenti risalgono all’epoca preistorica, ma furono i Romani a riconoscere l’importanza strategica della collina.Nel Medioevo Montona divenne una delle principali fortezze dell’Istria.Dal XIII secolo entrò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che rafforzò le mura difensive e contribuì allo sviluppo del borgo.Ancora oggi è possibile percorrere gran parte delle mura veneziane e ammirare il paesaggio che, nei secoli, permetteva di controllare tutta la valle.Dopo la caduta della Serenissima seguirono il dominio asburgico, quello italiano, la Jugoslavia e infine la Croazia indipendente.

Un panorama unico

Uno degli aspetti che rende Montona famosa in tutto il mondo è il suo panorama.Dalle mura medievali si osservano:

la valle del fiume Mirna;

i boschi dove cresce il celebre tartufo istriano;

vigneti che producono alcuni dei migliori vini della Croazia;

piccoli borghi disseminati sulle colline.

Ogni stagione offre colori diversi.In autunno, con la vendemmia e la raccolta del tartufo, il paesaggio assume un fascino particolare.


La Roxanich Winery & Design Hotel

Uno dei momenti più significativi della visita è stata la degustazione presso la Roxanich Winery & Design Hotel.Questa cantina è oggi una delle realtà più innovative dell’enologia croata.Fondata dalla famiglia Roxanich, nasce con l’obiettivo di produrre vini che rispettino il territorio, privilegiando fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti e una filosofia produttiva orientata alla valorizzazione dell’identità dell’Istria.La struttura unisce una moderna cantina scavata nella collina, un hotel di design e un ristorante gastronomico, creando un’esperienza che va oltre la semplice degustazione.


L’esperienza della degustazione

Durante la visita ho potuto conoscere da vicino il lavoro svolto in cantina.La degustazione è stata un vero viaggio tra profumi e sapori.Ogni vino raccontava il territorio da cui nasce.Tra le etichette più rappresentative spiccano:

Malvasia Istriana;

Teran;

Borgonja;

Cabernet Sauvignon;

Merlot.

Uno degli aspetti che più mi ha colpita è la scelta della cantina di lasciare maturare molti vini per lunghi periodi prima della commercializzazione, permettendo loro di sviluppare grande complessità aromatica.Da appassionata di enologia, considero questa esperienza una delle più interessanti vissute in Croazia.


Il tartufo della valle del Mirna

Montona è famosa anche per il tartufo istriano.I boschi della valle del Mirna ospitano sia il tartufo nero sia il pregiato tartufo bianco, considerato tra i migliori al mondo.Molti ristoranti della zona propongono:

tagliolini al tartufo;

uova con tartufo;

carpacci;

formaggi aromatizzati;

salumi locali.

L’abbinamento con una Malvasia Istriana o un Teran rappresenta una delle esperienze gastronomiche più caratteristiche dell’Istria.


Consigli da Miss Luce Experience

Se visitate Montona vi consiglio di:

passeggiare lungo le mura medievali;

fermarvi ad ammirare il panorama sulla valle del Mirna;

visitare una cantina locale, come la Roxanich Winery;

prenotare una degustazione guidata;

assaggiare piatti al tartufo in una konoba tradizionale;

visitare il borgo al tramonto, quando la luce rende ancora più suggestive le antiche mura.


Perché Montona è una tappa imperdibile

Montona dimostra che la Croazia non è soltanto mare.È una terra ricca di storia, cultura, tradizioni gastronomiche e grandi vini.Per Miss Luce Experience, rappresenta uno dei luoghi che meglio raccontano l’anima autentica dell’Istria.È una destinazione che consiglio a chi desidera conoscere il volto più autentico della regione, tra paesaggi collinari, borghi medievali e cantine di eccellenza.


Il viaggio continua…

Dopo l’entroterra istriano, il nostro itinerario tornerà verso il mare per raccontare una delle esperienze più emozionanti della mia infanzia: la navigazione fino a Lussinpiccolo (Mali Lošinj), raggiunta durante una gita organizzata in barca insieme a mia mamma, tra isole, porti e il mare cristallino del Quarnaro.


Fonti

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr

Ente Turistico di Motovun: https://www.tz-motovun.hr

Roxanich Winery & Design Hotel – informazioni sulla cantina, filosofia produttiva e degustazioni: https://www.roxanich.com

Comune di Motovun: https://www.motovun.hr

Treccani – Istria: https://www.treccani.it

UNESCO – Patrimonio culturale (contesto storico regionale): https://whc.unesco.org

Parte 9 – Da Lussinpiccolo a Zara: il mare che unisce le emozioni

Lussinpiccolo: l’isola che mi ha fatto innamorare dell’Adriatico


Dopo aver scoperto l’Istria, il nostro viaggio continuava verso il Quarnaro, dove da bambina ebbi la fortuna di vivere una delle esperienze che ricordo con più affetto.
Insieme a mia mamma partecipai a una gita organizzata con guida turistica in traghetto, una di quelle escursioni che, viste con gli occhi di una bambina, sembrano grandi avventure.
Ricordo ancora l’emozione della partenza.
Il traghetto lasciava lentamente il porto mentre la guida raccontava la storia delle isole croate, dei pescatori e dei navigatori che per secoli hanno attraversato queste acque.
Per me era un mondo completamente nuovo.
Il mare sembrava infinito.
Ogni isola aveva una storia diversa.
Ogni porto custodiva tradizioni tramandate da generazioni.
Quando apparve Lussinpiccolo (Mali Lošinj) all’orizzonte rimasi senza parole.
Le case color pastello, il porto ricco di imbarcazioni, il profumo dei pini marittimi e il mare cristallino crearono uno dei ricordi più belli della mia infanzia.


Una storia legata al mare


Lussinpiccolo nasce nel Medioevo, ma raggiunge il suo massimo splendore tra il XVIII e il XIX secolo.
Grazie alla costruzione navale e al commercio marittimo, divenne uno dei porti più importanti dell’Adriatico orientale.
I suoi capitani navigavano verso tutti i principali porti del Mediterraneo e del mondo.
Ancora oggi passeggiando lungo il porto si percepisce questa tradizione marinara.
Le eleganti ville dei comandanti, le facciate ottocentesche e il porto raccontano una città che ha sempre vissuto guardando il mare.


Il Museo dell’Apoxyomenos


Uno dei simboli più importanti di Lussinpiccolo è il Museo dell’Apoxyomenos, dedicato alla straordinaria statua greca in bronzo recuperata dai fondali dell’Adriatico nel 1999.
Il museo rappresenta uno dei più importanti esempi di valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo della Croazia e racconta il profondo legame tra il mare e la storia dell’isola.

L’isola della vitalità


Lussino è conosciuta anche come “Isola della Vitalità”.
Il clima mite, la presenza di oltre un migliaio di specie vegetali e la qualità dell’aria portarono già alla fine dell’Ottocento al riconoscimento dell’isola come località climatica.
Oggi rappresenta una destinazione ideale per chi cerca benessere, natura e tranquillità.

Da influencer vi consiglio…


Se visitate Lussinpiccolo vi consiglio di:

passeggiare sul lungomare al tramonto;

visitare il Museo dell’Apoxyomenos;

esplorare le baie in barca;

assaggiare il pescato locale;

fermarvi semplicemente ad ascoltare il rumore del mare.


Verso la Dalmazia: Zara


Lasciando il Quarnaro si entra in una delle regioni più affascinanti della Croazia: la Dalmazia.
Qui sorge Zara (Zadar), una città che rappresenta uno dei più importanti crocevia storici dell’Adriatico.

La storia di Zara


Fondata dai Liburni e successivamente conquistata dai Romani, Zara divenne una delle città più importanti della costa dalmata.
Nel Medioevo fu contesa tra Bisanzio, il Regno d’Ungheria e la Repubblica di Venezia, che la governò per diversi secoli lasciando una profonda impronta architettonica.
Anche Zara, come molte città dell’Adriatico orientale, ha vissuto le complesse vicende del Novecento, passando dal Regno d’Italia alla Jugoslavia e, dal 1991, alla Repubblica di Croazia.
Passeggiando tra le sue vie si percepiscono ancora oggi tutte queste stratificazioni storiche.


Il centro storico


Il centro storico di Zara si sviluppa su una penisola affacciata sul mare.
Tra i monumenti più importanti si trovano:

la Chiesa di San Donato, simbolo della città;

il Foro Romano, costruito ai tempi dell’imperatore Augusto;

la Cattedrale di Sant’Anastasia;

le antiche mura veneziane, riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO insieme ad altre opere difensive della Serenissima.


Ogni angolo racconta oltre duemila anni di storia.


L’Organo Marino e il Saluto al Sole


Tra le opere contemporanee più famose della Croazia troviamo l’Organo Marino, progettato dall’architetto Nikola Bašić.
Le onde del mare, entrando nelle canne poste sotto la banchina, producono melodie sempre diverse.
Pochi metri più avanti si trova il Saluto al Sole, una grande installazione composta da pannelli fotovoltaici che, al tramonto, si illumina creando spettacolari giochi di luce.
Sono due opere che uniscono arte, natura e tecnologia e che rappresentano perfettamente lo spirito moderno di Zara.


I sapori della Dalmazia


La cucina dalmata è profondamente legata al mare.
Tra i piatti che consiglio:

branzino e orata alla griglia;

polpo sotto la campana (“peka”);

risotti di pesce;

calamari dell’Adriatico;

olio extravergine d’oliva dalmata.


Per gli appassionati di vino meritano una degustazione il Pošip, il Grk, il Plavac Mali e il Babić, alcuni dei vitigni simbolo della Dalmazia.


Perché Zara merita una visita


Per Miss Luce Experience, Zara rappresenta l’incontro perfetto tra passato e futuro.
Da una parte i monumenti romani e veneziani.
Dall’altra l’Organo Marino e il Saluto al Sole, che dimostrano come una città possa innovarsi senza dimenticare la propria storia.
È una meta che consiglio a chiunque desideri conoscere una Croazia diversa, ricca di cultura, arte e tradizioni.

Verso la conclusione del viaggio


Da Umago fino a Zara ho attraversato una terra straordinaria.
Ho conosciuto città romane, borghi medievali, isole, cantine, campeggi che hanno accompagnato la mia infanzia e persone che hanno lasciato un segno nella mia vita.
Ogni luogo visitato mi ha insegnato qualcosa.
Ogni viaggio mi ha ricordato quanto sia importante custodire i ricordi, rispettare la storia e continuare a viaggiare con curiosità.
Nel prossimo e ultimo capitolo chiuderemo questo percorso raccontando ciò che la Croazia rappresenta oggi per Miss Luce Experience: non solo una destinazione, ma una seconda casa dell’anima.

Fonti

Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr

Ente del Turismo dell’Isola di Lussino: https://www.visitlosinj.hr

Ente Turistico di Zara: https://www.zadar.travel

UNESCO World Heritage Centre – Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: https://whc.unesco.org

Enciclopedia Treccani – Dalmazia e Zara: https://www.treccani.it

Museo Apoxyomenos: https://www.apoxyomenos.hr 

Capitolo finale – La Croazia: una seconda casa nel cuore di Miss Luce Experience

 

Non è solo un viaggio, è una parte della mia storia

Ci sono luoghi che visitiamo.

E poi ci sono luoghi che, lentamente, entrano nella nostra vita fino a diventare parte di noi.

Per me la Croazia è proprio questo.

Non è soltanto una destinazione fatta di mare cristallino, borghi storici e tramonti sull’Adriatico.

È un insieme di ricordi, emozioni, persone e storie che mi accompagnano da quando ero bambina.

È il profumo dei pini del campeggio.

È il rumore delle onde al mattino.

È il viaggio in barca con la mia famiglia.

È una passeggiata nei vicoli di Rovigno.

È una degustazione di vino tra le colline di Montona.

È una pagina di storia ascoltata attraverso la voce di chi questa terra l’ha vissuta davvero.

 

Una Croazia fatta di famiglia

Il primo grande legame con questa terra nasce dai viaggi con i miei genitori.

Sono loro che mi hanno insegnato il valore della scoperta.

Attraverso le nostre vacanze ho imparato che viaggiare non significa soltanto vedere monumenti, ma creare ricordi.

Dal Camping Kanegra vicino a Umago, al Lanterna Camp vicino a Parenzo, fino all’Arena Stoja Campsite di Pola, ogni luogo conserva un pezzo della nostra storia familiare.

Ogni campeggio era una piccola casa lontano da casa.

Erano giornate semplici: il mare, le passeggiate, le cene insieme, le nuove amicizie e la voglia di scoprire sempre qualcosa di nuovo.

 

Il valore della memoria istriana

Questo viaggio mi ha fatto comprendere ancora di più quanto una terra sia composta non solo dai suoi paesaggi, ma soprattutto dalle persone.

La storia dell’Istria porta con sé tante identità e tante memorie.

Penso a Mario, papà di Claudia e testimone di nozze dei miei genitori, originario di Pola.

Attraverso i suoi racconti ho conosciuto il legame profondo che molte persone hanno mantenuto con la propria terra d’origine.

Penso anche a Ugo e Gemma, amici di famiglia, che hanno vissuto attraverso la loro storia familiare il tema dell’esodo istriano.

Ascoltare queste testimonianze mi ha insegnato che visitare un luogo significa anche rispettarne la storia, conoscere le sue ferite e valorizzare le sue tradizioni.

La Croazia è oggi una terra europea e accogliente, ma porta con sé secoli di incontri tra culture diverse: romana, veneziana, italiana, slava e mitteleuropea.

 

Dal mare ai vigneti: un territorio da raccontare

Una delle cose che amo maggiormente della Croazia è la sua capacità di unire mondi diversi.

In pochi chilometri si passa dal mare dell’Istria ai borghi medievali dell’entroterra.

Si può navigare davanti alle isole di Orsera e poi degustare un vino tra le colline di Montona.

Si può visitare un anfiteatro romano a Pola e poche ore dopo ammirare un tramonto sulla costa dalmata.

Da appassionata di enologia, ho scoperto una terra capace di raccontarsi anche attraverso il vino:

  • la Malvasia Istriana, simbolo dell’Istria;
  • il Teran, vino storico della regione;
  • i vini dalmati come Pošip e Plavac Mali.

Ogni calice racconta un paesaggio, una tradizione e il lavoro delle persone che custodiscono il territorio.

 

Il mio itinerario del cuore

Se dovessi consigliare un viaggio in Croazia attraverso gli occhi di Miss Luce Experience, sceglierei questo percorso:

🇭🇷 Istria

  • Umago e Camping Kanegra;
  • Cittanova;
  • Parenzo e Lanterna Camp;
  • Orsera vista dal mare;
  • Rovigno;
  • Pola e l’Arena romana;
  • Montona e Roxanich.

🌊 Quarnaro

  • Lussinpiccolo;
  • le isole e i panorami raggiungibili in barca.

🏛️ Dalmazia

  • Zara con la sua storia romana e veneziana;
  • il mare che incontra l’arte dell’Organo Marino.

Un viaggio capace di unire cultura, natura, gastronomia e memoria.

 

Perché tornerò sempre in Croazia

La risposta è semplice.

Perché alcuni luoghi non si salutano mai davvero.

La Croazia è una di quelle terre dove ogni ritorno sembra un nuovo inizio.

Ci sono ancora città da scoprire, isole da esplorare, cantine da visitare e storie da raccontare.

Ma soprattutto c’è quel legame speciale che nasce quando un luogo è stato presente nei momenti importanti della vita.

 

Grazie Croazia

Questo racconto nasce con lo spirito di Miss Luce Experience:

raccontare luoghi, persone ed emozioni attraverso esperienze vere.

La Croazia mi ha insegnato che il viaggio più bello non è quello dove si percorrono più chilometri, ma quello dove si raccolgono più ricordi.

E ogni volta che guarderò il mare Adriatico, penserò a questa terra che per me non sarà mai soltanto una meta turistica.

Sarà sempre un pezzo di casa.

 

Fonti generali del viaggio

  • Ente Nazionale Croato per il Turismo: https://croatia.hr
  • Ente del Turismo dell’Istria: https://www.istra.hr
  • Ente Turistico Umago: https://www.coloursofistria.com
  • Ente Turistico Parenzo: https://www.myporec.com
  • Ente Turistico Rovigno: https://www.rovinj-tourism.com
  • Ente Turistico Pola: https://www.pulainfo.hr
  • Roxanich Winery & Design Hotel: https://www.roxanich.com
  • Ente Turistico Lussino: https://www.visitlosinj.hr
  • Ente Turistico Zara: https://www.zadar.travel
  • UNESCO World Heritage Centre: https://whc.unesco.org
  • Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata (IRCI): https://www.irci.it
  • Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati: https://www.federesuli.org

Fine del viaggio… ma non della storia.

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