Tar-Torre (Tar-Vabriga): il luogo dove ho trovato una seconda famiglia in Istria

Pubblicato il 26 luglio 2026 alle ore 15:57

Ci sono luoghi che si ricordano per i monumenti, altri per i panorami. E poi ci sono quei posti che rimangono nel cuore grazie alle persone che abbiamo incontrato.

Per me Tar-Torre (Tar-Vabriga) è uno di questi.

Ogni volta che penso all’Istria, il mio pensiero corre inevitabilmente a questo piccolo paese situato tra Parenzo e Cittanova, dove ho vissuto alcuni dei ricordi più belli della mia infanzia insieme ai miei genitori.

Negli anni Novanta, durante le nostre vacanze in Croazia, abbiamo conosciuto una famiglia che gestiva un agriturismo immerso nella campagna istriana. Era un luogo semplice e autentico, circondato dal verde, dove venivano affittate camere ai turisti che desideravano trascorrere qualche giorno lontano dal caos delle città.

L’agriturismo disponeva anche di campi da tennis, che rappresentavano un punto di ritrovo per tanti ospiti e amici. L’atmosfera era quella di una grande famiglia: ci si salutava tutti, si chiacchierava fino a sera e si condividevano momenti di serenità che oggi sembrano ancora più preziosi.

Da bambina ero felicissima quando arrivavano.

Noi soggiornavamo al Lanterna Camp, vicino a Parenzo, e loro venivano spesso a trovarci. Ricordo pomeriggi interi trascorsi a giocare insieme, tra il mare, le passeggiate e le risate. In vacanza il tempo sembrava non finire mai e ogni giornata diventava un’avventura.

Uno dei ricordi che porto maggiormente nel cuore erano le giornate trascorse durante la festa del paese di Tar-Torre. Ogni estate andavamo insieme ai nostri amici e per me era un appuntamento immancabile. Le vie del paese si riempivano di persone, musica, profumi della cucina istriana e tanta allegria. Da bambina vivevo quella festa con entusiasmo: era un’occasione per stare insieme, ritrovare gli amici e respirare l’atmosfera autentica di un piccolo paese istriano. Ancora oggi, ripensandoci, mi tornano in mente i sorrisi, le risate e la sensazione di sentirmi davvero a casa.

Non mi hanno mai fatta sentire un’ospite.

Mi hanno sempre accolta con un sorriso, facendomi sentire parte della loro famiglia. È una sensazione che non ho mai dimenticato e che porto ancora oggi nel cuore.

Con il passare degli anni la vita è cambiata. Alcuni di loro si sono trasferiti a vivere a Udine, mentre i loro cugini sono rimasti a Tar-Torre, continuando a custodire quel legame con la loro terra istriana.

Ogni volta che torno in Croazia penso anche a loro, perché fanno parte dei miei ricordi più belli.

Un paese ricco di storia

Tar-Torre non è soltanto un luogo importante per la mia storia personale, ma è anche un paese dalle origini antiche.

Il territorio era già abitato in epoca romana e si trovava lungo il percorso della Via Flavia, la strada che collegava Aquileia a Pola. Ancora oggi sono stati ritrovati resti di ville romane, testimonianza dell’importanza che questa zona aveva per l’agricoltura e i commerci.

Durante il Medioevo il borgo passò sotto l’influenza del Vescovado di Parenzo e successivamente della Repubblica di Venezia, che governò l’Istria per quasi cinque secoli. Dopo il dominio veneziano arrivarono gli Asburgo, quindi il Regno d’Italia, la Jugoslavia e infine la Repubblica di Croazia.

Questa storia ha lasciato un patrimonio culturale ricco e variegato, visibile ancora oggi nell’architettura, nelle tradizioni e nella convivenza tra culture diverse.

Tar-Torre è conosciuta anche per i suoi uliveti e vigneti. Qui si producono alcuni tra i migliori oli extravergine d’oliva dell’Istria e vini come la Malvasia Istriana e il Terrano, simboli dell’enologia locale.

Un luogo che porto nel cuore

Quando qualcuno mi chiede quali siano i luoghi più importanti dei miei viaggi in Croazia, penso subito a città come Rovigno, Pola o Montona.

Ma subito dopo penso a Tar-Torre.

Perché non sono solo le grandi città a rendere speciale un viaggio.

A volte basta un piccolo paese, una famiglia che ti apre la porta di casa, qualche giornata trascorsa insieme da bambini, le serate alla festa del paese e un’amicizia che continua negli anni.

Tar-Torre mi ha insegnato che il valore più grande di un viaggio non sono soltanto i luoghi che si visitano, ma le persone che si incontrano lungo il cammino.

Ed è per questo che, ancora oggi, ogni volta che torno in Istria, una parte del mio cuore torna anche lì.

 

Fonti

  • Ente Nazionale Croato per il Turismo
  • Ente del Turismo dell’Istria
  • Comune di Tar-Vabriga
  • Ente Turistico Tar-Vabriga
  • Enciclopedia Treccani – Istria
  • Museo Archeologico dell’Istria

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